Emozioni per insegnare

La cordialità è più importante dell’autorevolezza, l’allegria più della scienza. Il bambino bisogna farlo ridere. È più importante farlo ridere che rivelargli chissà quali misteri, fargli parte di chissà quali segreti.

Il dialogo è ridere insieme, a un certo punto e al novanta percento. Il riso è la cosa in più, il dono inatteso, l’al di là della protezione e della sicurezza.

Ridete con lui.

Gianni Rodari, Il giornale dei genitori, n1,1970

Da alcuni anni si è sviluppata una coscienza del fatto che emozioni positive influiscono positivamente sull’apprendimento. Non una grande scoperta, in realtà, ma quanto questa intuizione spontanea fa parte dell’istituzione scuola?

Dall’intuizione più o meno consapevole (tutti sappiamo che ci piace stare in un posto se stiamo bene, impariamo cose che ci piacciono con persone che ci mettono a nostro agio e ci incoraggiano) si è passati a veri e propri studi a livello accademico e nasce la Warm Cognition o Apprendimento Caldo.

L’apprendimento caldo nasce dalle ricerche degli ultimi anni nel campo delle neuroscienze e si basa sul concetto che un’atmosfera serena e incoraggiante favorisce un apprendimento positivo e incoraggiante sia nei bambini che negli adulti. Il tema è stato approfondito in Italia dall’università di Padova e divulgato al grande pubblico in particolare da Daniela Lucangeli.

Nei corsi organizzati negli ultimi anni a livello locale dalla sezione AIMC di Oristano, il concetto che un ambiente accogliente, un approccio sereno, allegro e appassionato porti un migliore apprendimento nei bambini è stato sempre un aspetto centrale.

Tuttavia, le idee si trasformano, germogliano crescono, si evolvono con il tempo e con le necessità.

Il tempo ci ha sicuramente permesso di maturare il concetto di benessere a scuola, ma sono stati gli eventi e imporci con forza un altro aspetto di questo argomento.

Il Covid – 19 è entrato improvviso e inaspettato e ha sconvolto le nostre vite personali e professionali, ci ha separato fisicamente tra di noi e dai nostri alunni, ci ha chiesto di essere incoraggianti ed efficaci in un momento di grande incertezza e paura.

Siamo tornati a scuola dietro le mascherine, senza più abbracci, senza più scambi di matite, lavori di gruppo…

All’interno dell’AIMC abbiamo cercato di mantenere i contatti, ma ci siamo rese conto che la stanchezza si faceva sempre più pesante, che il distanziamento diventava non solo fisico, ma anche mentale e che eravamo sempre più tristi.

Ecco allora che la domanda per noi è stata obbligatoria: possiamo essere insegnanti che creano benessere, allegria, positività se noi non siamo serene, se siamo preoccupate, se l’orizzonte che vediamo sembra sempre più scuro?

In un effetto domino, purtroppo molto efficace, la preoccupazione per la situazione sanitaria ha amplificato le insicurezze sulle nostre competenze, la solitudine, la consapevolezza delle tante cose che nella scuola non vanno, le preoccupazioni personali.

Ci siamo chieste cosa potessimo fare come associazione professionale, per alleggerire la situazione, per riportare allegria nelle nostre scuole.

Tutto quello che abbiamo letto, raccontato, approfondito, sperimentato sul benessere dei nostri bambini poteva essere esteso anche agli insegnanti?

Abbiamo concluso che era non solo auspicabile ma necessario e siamo andati alla ricerca di qualcosa che potremmo definire una “Professionalità Calda”.

Ci siamo subito accorte che entravamo in un ambito poco battuto, alla ricchezza di ricerche nazionali e internazionali su come le emozioni influenzano l’apprendimento, non si accompagna una letteratura dell’influenza delle emozioni sull’insegnamento. Non si tratta banalmente di rovesciare i contenuti dei primi sui comportamenti dei secondi: infatti sapere di dover creare un clima sereno e allegro per promuovere l’apprendimento dei nostri alunni non significa automaticamente essere in grado di farlo e non stiamo parlando delle azioni pratiche (tutti siamo in grado di applicare un buon progetto se lo abbiamo a disposizione) ma di assumere quello stato d’animo che ci permette di vivere con serenità e piacere il nostro essere insegnanti.

Abbiamo trovato molti libri e articoli che parlano dello stress e della tristezza e disillusione degli insegnanti (libri che non ci hanno fatto granché bene nel momento difficile nel quale eravamo), manuali d’auto aiuto più o meno generici  (ecco, questi ogni tanto ci hanno fatto ridere), ma non era quello di cui andavamo in cerca.

Eravamo un po’ in difficoltà e abbiamo deciso di aprire noi la strada della ricerca: in modo semplice e senza velleità accademiche ci siamo rivolte a quello che conoscevamo: le parole, gli autori e la sempre efficacissima saggezza delle nonne.

Le parole.

Le parole più ricorrenti nel periodo nel quale è partito il nostro percorso erano: paura, solitudine, preoccupazione, incertezza, tristezza. Troppe cose ci mancavano e troppe cose ci spaventavano.

In questa situazione la parola guida che abbiamo scelto è stata Allegria. Era la cosa che ci mancava di più e la cosa di cui avevamo bisogno.

La seconda parola che ci è venuta in mente è stata Insieme: avevamo bisogno di rompere le distanze e tornare ad essere gruppo, a sostenerci gli uni con gli altri e avevamo bisogno banalmente ma profondamente di tornare a chiacchierare tra di noi.

Chiacchierare è la terza parola che ci ha guidato: non studiare, approfondire, aggiornare, ma semplicemente chiacchierare tra noi.

Gli autori.

Gli autori ai quali rivolgerci sono arrivati di conseguenza e, anche se possono sembrare un po’ scontati, erano proprio ciò di cui avevamo bisogno: Gianni Rodari e Don Bosco. Entrambi coltivano la certezza che con l’allegria si possono ottenere i migliori risultati. Come dargli torto? Sono stati sicuramente le nostre prime guide in questo percorso.

La saggezza delle nonne.

Accanto all’approfondimento degli autori abbiamo attivato una serie di incontri incentrati sulla manualità. Abbiamo pensato alle nostre nonne e bisnonne, sedute nel tardo pomeriggio sulle porte di casa, impegnate a lavorare all’uncinetto o ricamare e chiacchierare.

Le mani impegnate a creare, la bocca libera e la mente che si rilassa.

Noi abbiamo seguito lo stesso esempio e, pur in piccolo gruppo a causa delle limitazioni dovute al covid, abbiamo iniziato a lavorare con plastilina, carta, colori e ombre. Ogni incontro ci presentava un metodo e ci metteva subito al lavoro: mani impegnate a creare e bocche libere. Non siamo artiste ma ogni volta i risultati ci hanno stupiti, il tempo è volato e siamo tornate a casa un po’ più leggere.

Il nostro percorso ha preso il nome di Didattica dell’Allegria, non si rivolge direttamente ai bambini, ma ha al suo centro noi docenti, il nostro benessere, le nostre emozioni. È iniziato nel 2021 e la prima parte si è conclusa a luglio del 2022 con un viaggio a Torino. L’abbiamo pensato, per la prima volta, come un viaggio di piacere, non di aggiornamento professionale, ma di arricchimento personale: un gruppo di insegnanti che ha viaggiato, esplorato, provato e condiviso emozioni, che si è rilassato insieme.

Il nuovo percorso della Didattica dell’Allegria sta per ripartire e ancora una volta avrà al centro il benessere personale e professionale degli insegnanti.

Per stare bene: INSIEME!

Poesia nel cuore 2022: “Con cuore allegro!”

Allegria… ne sentiamo un bisogno vitale: Siamo sopravvissuti a tempi cupi e ora sentiamo il bisogno di rinascita, di respirare aria vibrante , di calore solare, di risate che esplodono da dentro , dall’angolo più profondo e incontaminato del cuore. E allora apriamo il cuore e l’allegria evaderà come scroscio …

Con Cuore Allegro

Allegria… ne sentiamo un bisogno vitale: Siamo sopravvissuti a tempi cupi e ora sentiamo il bisogno di rinascita, di respirare aria vibrante , di calore solare, di risate che esplodono da dentro , dall’angolo più profondo e incontaminato del cuore. E allora apriamo il cuore e l’allegria evaderà come scroscio …